Le Domande Frequenti (FAQ)

Tutte le risposte

QUANTO AMIANTO C’È ANCORA IN ITALIA?

I materiali contenenti amianto, come i serbatoi in amianto, sono largamente diffusi in tutta Italia poiché nonostante la messa al bando del 1992 il suo utilizzo prima di questa data era tale da essere ancora oggi molto diffuso su tutto il territorio nazionale.

La data di realizzazione di un manufatto può essere utile ad escludere la presenza di amianto, questo poiché a partire dal 1992 una legge ne vieta in Europa la produzione e dal 1994 è stata vietata anche la vendita e l’uso di manufatti contenenti amianto.

Per manufatti realizzati prima del 1992 o per i quali non si conosce la data di realizzazione, l’analisi visiva può essere utile per escludere che lo stesso sia costituito da materiali che possano contenere amianto.

Nel caso in cui anche l’analisi visiva lasci dei dubbi, è necessario effettuare un campionamento ed un’analisi del materiale.

I metodi di analisi prevedono l’uso del microscopio ottico a contrasto di fase o della microscopia elettronica a scansione.

Compatto o friabile. Che differenza c’è?

L’amianto può essere legato all’interno di un altro materiale come il cemento o plastiche come il PVC e molti altri materiali. In questi casi si parla di amianto compatto, le fibre di amianto si liberano soltanto quando il materiale si rompe o la sua superficie è logora o non più perfettamente integra.

Un esempio di amianto compatto legato al cemento sono i manufatti in cemento amianto come le lastre ondulate delle coperture in eternit, le lastre piane delle pareti coibentate, i serbatoi d’acqua, le canne fumarie, le tubazioni, le fioriere, le pensiline e molti altri manufatti.

Quando le fibre di amianto non sono legate ad alcun materiale o quando sono legate debolmente si parla di amianto friabile.

Tali materiali sono riconoscibili poiché si sbriciolano con una lieve pressione o addirittura con il semplice tocco.

Alcuni esempi di amianto friabile sono le coibentazioni di tubi, le guarnizioni di caldaie, i rivestimenti coibentanti o fonoassorbenti.

Quando è pericoloso l’amianto?

I materiali che contengono amianto, come i serbatoi in eternit, costituiscono pericolo solo quando liberano fibre nell’aria.

Ciò accade nel caso di materiali del tipo friabile o anche nel caso di materiali del tipo compatto, lastre, serbatoi, tubazioni e canne fumarie rotti o che presentano la superficie danneggiata o comunque non in buono stato.

Nonostante la grande resistenza dei materiali contenenti amianto l’esposizione alla pioggia ed al vento ha causato nella maggior parte dei casi l’invecchiamento della superficie dei manufatti.

Dato che il divieto di vendita risale al 1994, i più recenti di questi manufatti, infatti, hanno ormai oltre 22 anni.

Che danno può causare l’amianto alla salute?

L’amianto è cancerogeno cioè può provocare diversi tumori.

I tumori causati dall’amianto si generano a causa dell’inalazione delle fibre ed il loro permanere nelle vie respiratorie profonde.

Tali fibre infatti rimangono all’interno dell’organismo e non riescono ad essere eliminate neanche dopo molti anni.

I materiali contenenti amianto più pericolosi sono i materiali del tipo friabile oppure i materiali compatti danneggiati o non in perfetto stato di conservazione.

Quanto sono pericolosi i floccati d’amianto?

I floccati sono considerati molto pericolosi per l’alto tenore d’amianto posseduto (circa il 20 per cento o quasi il 100 per cento) del tipo debolmente agglomerato.

In generale i floccati d’amianto possono liberare fibre già con piccoli scuotimenti. Bisogna quindi evitare di manipolare questi rivestimenti e rinunciare ad ogni tipo di lavorazione meccanica.

Se gli edifici in cui si è fatto uso di floccati d’amianto sono tuttora utilizzati, si raccomanda di far eseguire in breve tempo un’analisi della pericolosità.

Il risanamento va effettuato ad opera di ditte specializzate: una tra queste è proprio la Romana Ambiente.

Come procedere in caso di sospetta malattia da esposizione ad amianto?

Le patologie correlate all’amianto tendono a manifestarsi soltanto dopo alcuni anni dalla prima esposizione.

Nel caso in cui si sospetti una patologia correlata ad una precedente esposizione professionale o non a materiali contenenti amianto, il medico curante o la persona direttamente interessata, (anche se è già in pensione) deve assolutamente segnalare la malattia all’assicurazione contro gli infortuni dell’attuale o dell’ultimo datore di lavoro.

Chi rischia con l’amianto?

Sicuramente la categoria che rischia maggiormente sono i lavoratori delle industrie che confezionavano manufatti contenenti amianto.

Seguono i membri delle loro famiglie ed i lavoratori nelle aziende di rimozione dell’amianto.

Purtroppo, non è esente da rischio anche chi non ha mai lavorato con l’amianto.

L’esposizione accidentale a rilasci di fibre nell’ambiente in cui si vive o lavora infatti genera un rischio minore ma non pari a zero.

Da oltre 20 anni un punto di riferimento nel settore dello smaltimento amianto

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